Pepperpots e Ironman si trasferiscono in Cina.... Questo è ciò che gli succede!

giovedì 28 gennaio 2016

Vegan Shepherd's Pie

In compenso, per decomprimere un po' la tensione della ricerca del nuovo appartamento e riuscire a gestire i capricci di Iron Girl dovuti all'eruzione dei molari (che tempismo mia figlia!), mi sto dedicando maggiormente alla cucina!

Ieri provato a veganizzare lo Shepherd's Pie e posso dire che il risultato è stato molto soddisfacente (anche la nana di casa sembra aver gradito e lei con le patate non ci va molto a nozze). Di seguito la ricetta.

Ingredienti

RIPIENO

1 cipolla media
2 spicchi d'aglio
1 carota
340 gr. muscolo di grano (preferibilmente macinato)
2 bicchieri di brodo vegetale
Timo
180 gr. piselli già cotti
90 gr. mais già cotto

PURÈ DI PATATE

3 patate di media grandezza
2 cucchiai di margarina
sale, pepe e noce moscata qb

Istruzioni

Sciacquare le patate, metterle in una casseruola e farle bollire fin quando risultano morbide alla prova coltello. Una volta cotte, scolarle, schiacciarle, aggiungere la margarina, il sale, il pepe e la noce moscata e mescolare bene.
Mentre le patate sono in cottura, in un'altra casseruola far soffriggere a fuoco medio l'aglio, la cipolla e la carota precedentemente sminuzzati per circa 5 minuti. Aggiungere sale e pepe, quindi muscolo di grano, brodo vegetale e timo.
Portare a bollore e successivamente abbassare la fiamma. Continuare la cottura per circa 30 minuti (il tempo necessario al brodo per rapprendersi) e, gli ultimi 10 minuti, aggiungere piselli e mais.
Al termine della cottura, ungere una pirofila versarvi lo stufato di muscolo di grano e ricoprire con purè di patate.
Infornare in forno precedentemente riscaldato a 180-200 gradi per 10 minuti o fin quando non si sarà creata una crosticina dorata in superficie.

Buon appetito!


martedì 26 gennaio 2016

La ricerca di casa...

Ci sta prosciugando! Se dovessimo riuscire a uscirne vivi vi racconterò dettagliatamente la cosa!

Chiamate aiuto se non passo di qui per un po'!

giovedì 14 gennaio 2016

L'evoluzione della famiglia Iron...

Come dico sempre ad amici e parenti, noi ci evolviamo come i Pokemon. La prima evoluzione non è andata a buon fine (prevedeva un trasferimento in Svizzera dopo due anni di Cina che non c'è mai stato), la seconda, invece, si sta realizzando sotto i nostri occhi in questi giorni. Eh sì perché i nostri eroi si stanno trasferendo a Pechino! Dalla città di provincia alla capitale! Mi sento emozionata quasi come il giorno in cui dalla mia città natale mi trasferii a Roma.

Ma nulla può competere in realtà con questo trasferimento.... Perché? Ma perché abbiamo a che fare sempre con loro! I cinesi!

Domini vi inizierò a raccontare le varie peripezie della ricerca di casa e scuola per la ormai duenne Iron Girl e l'organizzazione del trasloco!

Please, stay tuned e scusate il ritardo!

martedì 24 marzo 2015

Stiamo tornando....

Dopo varie peripezie personali che ci hanno fatto latitare per quasi tre anni siamo pronti a tornare a narrare le vicende della Ironfamily!

Con una grande novità... I pazzi sono diventati tre! Stay tuned!

giovedì 23 maggio 2013

Ma dove vanno 'sti cinesi?

Eh già, dove vanno? Ma soprattutto come ci vanno? Cercare di comprendere la direzione che sta prendendo questo Paese e, di conseguenza, i suoi abitanti è molto difficile: per un verso sembra stiano per evolversi, ma molto spesso, invece, sembra stiano involvendo.

Proprio ieri sera Giampaolo Visetti su Rsera, ci descrive come a Pechino stia "tramontando" l'amore, nel senso che i giovani hanno problemi nel trovare la dolce metà, anzi molto spesso non hanno proprio intenzione di mettere su famiglia, con tutte le conseguenze del caso.

Scattano quindi i vari incontri preparati a tavolino da genitori che hanno paura di non aver nessuno che si prenda cura di loro quando saranno anziani (c'è una grossa scarsità di case di riposo e quelle che il partito autorizza hanno una lista d'attesa chilometrica), i banchetti offerti dalle amministrazioni di quartiere al fine di facilitare le conoscenze oltre alle classiche agenzie matrimoniali e/o annunci sui giornali (che però io ho visto solo di uomini).

Ci si rende conto, quindi, che in qualche modo ci si prepara ad assistere alle trasformazioni che anche ogni altro paese, successivamente al boom economico, è andato incontro.

Ma poi, invece, ti basta rientrare a casa in un pomeriggio qualsiasi per capire che, in fondo, si muovono tanto ma al contempo restano fermi. Perché? Perché la signora che fa le pulizie condominiali, nonostante indossasse un guanto alla mano sinistra, per pulire un secchio pieno di gesso utilizzava la mano destra... Senza guanto, of course!

Divagazione sul tema...

Al fine di rilassarsi un po' e non potendo rientrare in Italia, io ed Ironman abbiamo deciso di trascorrere il weekend pasquale fuori dal territorio cinese.

Abbiamo discusso parecchio sulla destinazione che avremmo voluto raggiungere: una prima opzione è stata il Giappone, ma visti i prezzi dei voli aerei da Pechino verso Tokio (esattamente uguali ad un volo da Roma) abbiamo desistito... Le mete esotiche avrebbero meritato qualche giorno in più che non avevamo e quindi, complice anche la situazione geopolitica che voleva la Corea del Nord prossima al lancio di un missile termonucleare verso la Corea del Sud, abbiamo deciso di recarci a Seoul.

La prima giornata, sempre per il motivo di cui sopra, l'abbiamo trascorsa sul 38esimo parallelo vale a dire quella zona "demilitarizzata" a confine tra le due Coree.

La Zona fu stabilita come tale alla fine della guerra di Corea; con l'armistizio del 27 luglio 1953, le due parti in guerra accettarono di fare arretrare le proprie truppe di 2.000 metri dalla linea di demarcazione militare, creando così una zona cuscinetto di 4 km di larghezza.

Qui abbiamo potuto toccare con mano quella che è la tensione tra i due paesi. Sul posto ci si può recare solo con tour organizzati e si può sostare solo in particolari e determinati punti. Al momento dell'ingresso in questa zona l'autobus viene controllato da militari della Corea del Sud e, ovviamente, non possono essere scattate fotografie... Il primo luogo visitato è stato il ponte della libertà, un luogo che alla fine della guerra venne attraversato dai prigionieri che ritornavano al proprio paese.

Successivamente abbiamo visitato uno dei tunnel scavati dalla Corea del Nord per l'invasione della Corea del Sud: qui non si sarebbero potute scattare fotografie ma, grazie agli smartphone, potrete vedere Ironman intento nel percorrerlo... Ovviamente il tunnel può essere percorso fino al confine e, attraverso delle finestrelle, si possono intravedere i soldati dall'altra parte...

L'ultima tappa è stata quella del confine vero e proprio in cui si possono scorgere le bandiere dei due Stati e i due eserciti l'uno di fronte all'altro. Un piccolo aneddoto: quando la Corea del Sud ha rifatto il pennone della sua bandiera, portandolo ad essere superiore in altezza rispetto a quello del Nord, questi ultimi hanno pensato bene di innalzarlo a loro volta, per essere più alto dell'altro.

La giornata si è così conclusa lasciando spunto a tante riflessioni...

Nei giorni successivi abbiamo cercato di respirare quanto più possibile la città, immergendoci in una cultura che, sebbene architettonicamente sia molto vicina a quella cinese, da un punto di vista culturale è decisamente più vivace.

Ovviamente abbiamo dedicato qualche ora anche al quartiere di Gagnam, reso celebre dalla "canzone" di PSY scoprendo che in realtà nella stessa vengono presi in giro coloro che in questo quartiere ci vivono...

Un posto carino è stato il "Teddy Bear Museum" in cui, con l'ausilio di tanti piccoli orsi di peluche, hanno ricostruito tutta la storia della città...

Di seguito un po' di foto... E un consiglio... Se avete la possibilità, visitate questa bella città e, perché no, anche tutta la nazione che è meravigliosa...

PS di servizio: mi scuso dell'assenza, ma i mesi trascorsi sono stati ricchi di novità che, tra poco, potremo raccontarvi... Stay tuned...













































domenica 24 marzo 2013

L'erba cattiva non muore mai...

Ovvero aggiornamenti sulla vicina impicciona...

È da qualche giorno che la vicina impicciona a ora di pranzo ascolta musica improbabile e, ovviamente, cinese. La musica cinese, almeno quella "tradizionale", come la definiscono loro, è qualcosa di improponibile all'orecchio di qualsiasi occidentale: la classica nenia cinese accompagna una voce perennemente in falsetto.

Qualche minuto fa torno a casa dopo aver fatto la spesa e, come consuetudine, al momento dell'apertura delle porte dell'ascensore mi imbatto nella porta APERTA della mia cara vicina. Come se non bastasse, però, oggi ad accogliermi trovo proprio lei.

Scatta il tipico dialogo surreale che io eviterei accuratamente se non fosse lei a iniziarlo.

Vicina impicciona: "nihao" ("ciao")
Io: "nihao"
V: "come va?"
Io (che per un momento ho pensato "fino a prima di vederti, bene!"): "Bene, grazie, ora vad..."

Non riesco a congedarmi in tempo (anche perché il pianerottolo è stretto e con la bici di mezzo ci può volere qualche secondo in più per defilarsi) che la tipa mi chiede:

V: "la senti questa musica?"
Io: "Ehm... sì" - - - PURTROPPO!
V: "la conosci questa cantante?"
Io: "sono straniera, waiguoren come dite voi, no, non la conosco" - - - Piuttosto farei harakiri!
V: "è molto bella... ma davvero non conosci (e pronuncia un suono che alle mie orecchie fa più o meno così) TangLiangChangHuang??"

Eh, infatti, perché non conosco TangLiangChangHuang? Che domande? La mia ignoranza sta raggiungendo dei livelli indescrivibili... Mi vergogno di me stessa!

Per rimediare, però, ho deciso che da domani inizio a sparare Mino Reitano a manetta e poi le chiederò: "Ma davvero non conosci Mino Reitano???" con la sua stessa faccia schifata!!!